cosa significa fantarealismo

Valter Milanato
Saper comunicare l'arte
Comunemente l'arte comprende ogni attività svolta singolarmente o collettivamente.
La sua capacità espressiva si sviluppa con l'abilita', con i condizionamenti ed i comportamenti
derivanti dallo studio, dall'esperienza e da ciò che viviamo giornalmente.
La tecnica, il sacrificio,la tenacia e la creatività, danno vita a forme di espressione estetica.
Oggi però l'arte è strettamente collegata alla capacità di trasmettere messaggi cioè comunicare
ma, non avendo un proprio linguaggio comune, può venire interpretata soggettivamente.
Inserire un linguaggio comune all'arte, dare un significato a tutti i fruitori, comunicando un
pensiero personale, cioè di parte, in poche parole “COMUNICARE”.
Far nascere un soggetto nuovo che parte dalla realtà contaminata, dura e crudele della vita, con
il colore, il sogno, la serenità, e la fantasia, stando ancorati ai propri valori sociali di riferimento,
non più arte fine a se stessa, ma usarla come arma per fare uscire ciò che si cela dentro di noi,
le nostre idee, illusioni, per far parlare i nostri pensieri, i nostri sogni, le nostre fantasie,
intersecandole con la vita reale di tutti i giorni, diventando tutti dei comunicatori, cioè artisti.
Sviluppare una immagine vista in uno schermo, in una rivista, farla nostra, far parlare quella
immagine, come urlo disperato che si alza nel vento, gridare agli altri il nostro dolore per il dolore
altrui, sentirsi segnati dalle atrocità della vita, ma con la serenità e l'ottimismo, di chi sa', che
l'uomo prima o poi trova la maniera per ribaltare ciò che la sua stessa idiozia ha creato.
Chiamare questo soggetto nuovo “FANTAREALISMO”, esso nasce dalla realtà che viviamo tutti
giorni, per tuffarsi nel mondo surreale e fantastico della fantasia e del colore.
Colori accesi con tonalità contrastanti per rendere l'osservazione più appariscente, figure intense,
sguardi allucinati, ma nello stesso istante sereni come se il tutto stia prendendo una strada nuova
in armonia con il nuovo mondo creatosi.
Il colore penetra dietro figure geometriche, punti, linee, campi colorati con contrasti molto energici
come due opposti che si scontrano, il vecchio ed il nuovo, il buono ed il cattivo il bianco ed il nero
e così via.
La presenza di figure arrotondate, cerchi, visti come campi estremi di perfezione (in senso lato),
pronto a progredire e a ricrearsi, da esso fuoriuscire un opposto quadrangolare o figure irte di
spigoli, il punto come nascita di un tutto, da esso prende vita tutta la grafia, l’unione di punti uno
dietro l’altro formano una riga e da qui, da questa banale logica esce il disegno di base, espressione
spontanea dell’idea, senza studio, ad una prima vista ma, con un piano ben ragionato e studiato con la
sperimentazione el’esperienza acquisita, trovando nuove prospettive più o meno articolate, dando
vita a nuovi orizzonti, nuove penetrazioni, astrazioni collocate nel quadro della realtà virtuale visiva,
una ricerca approfondita dei materiali e tecniche sempre più personalizzate e nuove.
L’analisi, lo studio e l’approfondimento di artisti vecchi e nuovi ed il loro concetto pittorico, calandoli nel
Vivere quotidiano dell’oggi, facendoli propri, superando il loro ideale comunicativo, spaziando con
l’intelletto e la sapienza, l’interiore che sta dentro di noi.
La simbologia rimane un cardine dell’interpretazione, il simbolo si trova ad essere la semplificazione
del significato nascosto a cui l’osservatore dovrà attingere, per dare un senso compiuto all’opera
osservata, la sua valutazione, ciò che esso vede con il suo ragionamento, le sue idee, il suo modo di
catalogare e pensare, faranno emergere dalla memoria, i ricordi nascosti dietro il cumulo di schifezze
che dalla realtà della nostra vita siamo costretti ad accumulare.
Si dà luogo così all’apertura di una nuova porta fantastica, un viaggio che parte dalla realtà al mondo
Incantato della fantasia, del sogno e del colore, nuovi scenari da scrutare e scoprire, reinventando,
ricercando e sperimentando, questo nuovo soggetto il “FANTAREALISMO”.
Sensazioni .
Sensazioni .
Fantasia .
Fantasia .
Magia .
Magia .

Valter Milanato
L'artista invisibile nelle piazze
Artisti invisibili, perchè siamo invisibili nel mondo dell'arte commerciale.
Crediamo che galleristi, o i critici avventurieri , siano solo dei piccoli
commercianti senza scrupoli. Con le loro politiche di mercanti hanno abbassato
il concetto che aveva l'arte sull'elevazione dello spirito, sulla ricerca,sul pensiero
nuovo. Gli artisti invisibili del Fantarealismo, credono che sia giusto appropriarsi
delle piazze, delle strade, dei luoghi più frequentati (come bar, ristoranti, pizzerie,
etc.), crediamo che la pubblicità delle nostre opere, si ottenga mostrando noi stessi
in prima persona. La piazza è il luogo dell'incontro tra le genti, noi crediamo sia
questo il posto ideale per l'incontro tra gli artisti, più strani e comunicativi che si
possano incontrare. Non siamo artisti di elite, siamo noi stessi, ciò che produciamo
arriva da dentro di noi, dal nostro essere sognatore, dal nostro io interiore.
Il nostro modo di impegnarci, di parlare alle persone, di godere per la vendita
di un'opera, o godere pure se questa viene regalata o prelevata, godere nello
sperimentare, nel ricercare nuove strade, anche se queste dure e impervie ma,
con lo spirito dell'avventura e della sfida contro noi stessi.
Le nostre opere, sono sempre opere prime, uniche, siamo ciò che siamo, con
nostri difetti, con le nostre visioni ma, sicuramente unici.
Esporre nelle piazze, nelle strade, nei bar, pizzerie o ristoranti, in posti di
passaggio di persone comuni, perchè ciò che conta è la visibilita' e questa fa
comunicazione. Come artisti abbiamo l'obbligo di creare comunicazione, i nostri
pensieri, le nostre idee a disposizione di tutti, chiunque può interagire con l'artista,
si può osservare come nasce e si sviluppa un'opera e la difficoltà, l'ingegno e
l'amore per essa. Creare nella piazze o per le strade il nostro atelier, cercando di
coinvolgere i presenti ad una esperienza nuova, in un mondo di colore e di fantasia.
La nostra speranza è che si aprano sempre più punti di incontro di artisti e che
questi abbiano la possibilità, oltre che di esporre, di essere partecipi di ciò
che stanno vivendo, di essere cosi , protagonisti attivi, non un mercato
dell'arte fine a stessa ma un laboratorio nelle piazze.
Dovremmo aver presente che siamo noi i promulgatori delle nostre opere,
siamo noi che pubblicizziamo quel giorno, quell'evento, il tutto è frutto della nostra
fatica e del nostro impegno, siamo artisti invisibili, siamo molti ma, purtroppo
soli, dovremmo unire i nostri intelletti, i nostri scopi, le nostre idee per dar
vita ad un qualcosa di nuovo ad un modello di artista nuovo.
La nostra arte non è inferiore all'arte di elite anzi, la sperimentazione,
la capacità di concretizzare il pensiero in arte, le idee, i concetti,.. abbiamo molto
più' noi da dire, che artisti inquadrati, macchine umane di capitali, dove l'arte
si annulla per dar vita al tecnicismo senza contenuto, crediamo in un'arte
diversa sovversiva e rivoluzionaria, per noi l'arte è molto di più.
L'artista in primo luogo deve divertirsi, essere libero nella azione, non può
finalizzare l'arte come lavoro ma, deve essere la spensierata ricerca di ciò che
si cela dentro di noi.
